Di bellezza, chitarre ed estati al mare: (nuova) lettera a S.
Caro S., Tutto è cominciato con “Creuza de ma”. Ero bloccato nel traffico isterico della mattina, che è uguale in tutto il mondo, anche qui che è giorno mentre da voi si va a dormire. La canzone è partita e io mi sono fermato ad ascoltarla, e mentre l’ascoltavo pensavo: questa è poesia, e lo è per un motivo preciso. Perché riesce a farti avere nostalgia di un posto dove non sei mai stato. Una volta finita la canzone, ho deciso di mettere “Monti di Mola”. Stessi brividi, ricordi simili. E...